È stato un processo difficile quello di lavare via la macchia del narcotraffico che da molti anni ormai contraddistingueva lo stato della Colombia, ma lo stato sudamericano più famoso di sempre ora splende di luce nuova. L’investimento nell’arte tessile artigianale infatti sta riscattando il paese grazie alla creazione di nuovi posti di lavoro specializzati ed il conseguente rafforzamento delle sedimenta socio-economiche del territorio.

Ma cosa si intende quando parliamo dell’arte tessile colombiana? Si tratta di pezzi unici creati in maniera sostenibile, attraverso l’utilizzo di materiali pregiati e di tecniche all’avanguardia.

Le voci sulla bravura e sulla maestria degli artigiani tessili colombiani si è sparsa così tanto da smuovere l’interesse sia di grandi firme come Bulgari, che di organizzazioni non-profit quali Save The Children. Il risultato è la nascita di progetti commissionati che coinvolgono anche le comunità indigene della costa pacifica, per le quali l’arte tessile è un vero e proprio veicolo di comunicazione da sempre. I ricami da loro realizzati infatti sono delle chicche dai colori vivaci e di intrecci molto elaborati ma che, purtroppo, non essendo protetti da diritti di autore come invece accade per altre tribù sudamericane, soffrono continuamente di plagio e repliche.

Esempio di arte tessile delle tribù indigene colombiane.

Come già anticipato, in Colombia l’arte tessile artigianale è diventata un vero e proprio piano di reinserimento sociale soprattutto per vittime ed ex combattenti, grazie al supporto del governo e fondazioni pubbliche e private che investono nel settore e offrono loro impiego.

Uno dei laboratori più importanti del paese è Hechizoo, che ha conquistato il mondo della moda lavorando per nomi come Dior, Chanel, Louis Vuitton e Fendi. I suoi prodotti sono il risultato di intrecci di fili pregiatissimi di oro, argento e rame e più di 2500 fibre vegetali di piante provenienti dalle zone più recondite dell’Amazzonia e delle Ande.

Il suo fondatore, Jorge Lizarazo, ammette che all’inizio è stato duro farsi conoscere all’estero per il peso della cocaina e del terrorismo che gravava (e grava in buona parte tutt’ora) sulle spalle del suo paese. Si inventava commissioni che non erano mai arrivate, per non scoraggiare i suoi impiegati, e alcuni dei lavori iniziali che ha fatto non gli sono stati mai pagati.

Jorge e i molti imprenditori colombiani che stanno investendo sul tessile sono un esempio di come la moda possa essere un propulsore molto forte sia da un punto sociale che economico, e di come da una materia prima intrisa di tradizione e misticità, si possano ottenere poi prodotti sartoriali venduti nelle più lussuose boutique del mondo.

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Erika Martinazzo

Erika Martinazzo

Laureata in Lingue, Civiltà e Scienze del Linguaggio presso l' Università Ca' Foscari di Treviso, Erika si dedica ora alla sua passione più grande: la Comunicazione. Oltre ad essere Social Media Manager, Traduttrice e Grafica per Spazio66, frequenta un Master in Editoria presso l'Università degli studi di Verona.